La traviata

OPERA IN TRE ATTI
MUSICA DI GIUSEPPE VERDI
SU LIBRETTO DI F. M. PIAVE
Coro della Corale Lirica Ambrosiana diretto da Roberto Ardigò
Orchestra Sinfonica ProMusica diretta da Valter Borin
Regia di Alessandro Bertolotti

La Traviata è probabilmente l’opera in assoluto più popolare di Giuseppe Verdi. La trasformazione operistica del romanzo di Dumas, da parte del Cigno di Busseto, porta in sé un ventaglio emozionale così ampio da coinvolgere sia gli spettatori neofiti, sia i melomani più incalliti, siano pure essi all’ennesima visione di questo capolavoro. La magia coinvolgente di questo dramma musicale si rinnova ad ogni recita come un qualcosa di assolutamente inatteso; eppure la vicenda è nota e note ne sono le celeberrime melodie. Ma nonostante ciò non si può rimanere indifferenti, ogni volta, di fronte ad un racconto musicale così perfettamente aderente alla struggente realtà della protagonista. Violetta, è una donna per la quale la salute dell’anima e quella del corpo proseguono in maniera diametralmente opposta, e in modo precipitoso. Con assoluta poesia, Verdi ne descrive ogni momento, trasmettendo al pubblico ogni gioia, ogni turbamento, ogni lacrima, attraverso le sue melodie più note, fin dal festoso e celeberrimo “Brindisi” all’inizio del I atto. La sua musica prende per mano lo spettatore coinvolgendolo sempre di più nel palpitante amore appena sbocciato tra Violetta ed Alfredo, un amore che Violetta stessa fatica a comprendere e ad accettare; lei, votata fino ad allora a vendere se stessa per una sorta di surrogato di quel sentimento, ma che le si rivela invece dirompente, nella sua vera forma. Un amore che la travolge al punto da voler uscire per sempre dalla sua vita di “escort” ante litteram. Ma la vita può rivelarsi una prigione, che solo la morte può infrangere. Le grandi arie di Violetta nel finale del primo atto ( “.. é strano… ah forse è lui… sempre libera”) e dell’inizio del III atto (“Addio del passato”), ma anche l’aria di Alfredo all’inizio del II atto (“Lunge da lei… de’miei bollenti spiriti”) e quella di Germont padre sempre nel secondo atto (“di Provenza il mare, il suol”) sono indiscutibilmente tra le più famose ed amate del catalogo verdiano. L’allestimento in forma scenica completa, con lo sfarzo dei costumi, l’Orchestra Sinfonica ProMusica, la straordinaria validità della Corale Lirica Ambrosiana e un cast di assoluto primo livello, garantiscono una serata all’Opera memorabile.